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| GIOVEDÌ, 02 SETTEMBRE 2004 | |
| Pagina 7 - Cagliari |
| Intervento del consigliere di SantAntioco Bullegas |
| «Coste, decreto Soru ok, con due perplessità» |
| SANTANTIOCO. Graziano Bullegas, responsabile cittadino di Italia Nostra e consigliere comunale interviene sul decreto salvacoste del Presidente Soru. «Siamo assolutamente favorevoli al decreto, ma ci rimangono due perplessità, la prima è relativa alla riduzione a soli 500 metri del vincolo di non modificabilità della fascia costiera nelle isole minori. la seconda è la decisione di escludere dal provvedimento di salvaguardia i comuni che hanno adottato il Piano Urbanistico Comunale». Bullegas in relazione alla prima questione si chiede perché questa deroga per territori in cui esistono paesaggi ed ecosistemi altrettanto e forse più sensibili rispetto al resto della Sardegna. Il PTP nº 14 «isole di San Pietro e SantAntioco» prevede, sostiene Bullegas, interventi edificatori assolutamente incompatibili rispetto a quelli previsti dallo Studio di Valutazione di Impatto Ambientale cui era stato sottoposto il territorio costiero del comune di SantAntioco negli anni 1986-87. Italia Nostra sostiene da tempo che in unisola minore il territorio è da considerarsi tutto costiero e come tale da salvaguardare attraverso peculiari strumenti di tutela. Ci si aspettava quindi maggior rigore proprio per la tutela delle isole minori. Quanto alla seconda questione il ragionamento è legato allannullamento da parte del Tar dei Piani Territoriali Paesistici che sono serviti da base per la elaborazione dei PUC approvati. «Infatti, se è vero che i PUC sono stati elaborati seguendo le direttive dei PTP annullati poi dal TAR - continua Bullegas - sarebbe stata cosa saggia non fare alcuna eccezione in quanto quella pianificazione urbanistica si è basata su strumenti e informazioni riconosciuti errati dalla giustizia amministrativa». E Bullegas cita ad esempio i numeri del PUC di SantAntioco: 11 mila abitanti attuali, 35 mila abitanti previsti nel centro urbano e 16 mila (corrispondenti a quasi un milione di mc di cemento) nella fascia costiera per un totale di 51 mila abitanti. Sottratti gli attuali residenti, significa che nei prossimi anni 40.000 nuovi abitanti si potranno insediare, permanentemente o stagionalmente, nel territorio del comune di SantAntioco. «Uno strumento urbanistico che rispetta il PTP nº 14 e linsediabilità lungo la fascia costiera prevista dal Decreto Floris, - aggiunge Bullegas - ma che di fatto unicamente consente di far crescere la rendita fondiaria derivante dallaumento di valore delle aree interessate alledificazione». Bullegas avverte, che tutte le voci contrarie individuano nel decreto salvacoste uno strumento che inibisce lo sviluppo delleconomia sarda perché impedisce ledificazione lungo la fascia costiera. «La loro protesta è la dimostrazione del fallimento di un certo modello di turismo - riprende Bullegas - le più accese contestazioni provengono dai sindaci dei comuni dove sono stati edificati milioni di mc di cemento senza che ciò abbia rappresentato un reale sviluppo economico per lintera comunità. Questi amministratori interpretano lo sviluppo turistico come mera attività edilizia e fanno della rendita fondiaria lunico strumento per misurare la ricchezza di una comunità». Quel modello di sviluppo turistico è però da considerarsi fallito. Lauspicio di Bullegas è che la nuova disciplina urbanistica che sarà approvata dal Consiglio Regionale preveda il vincolo di non modificabilità dei 2.000 mt anche per i comuni che hanno un PUC vigente, garantire una reale salvaguardia del patrimonio ambientale e paesaggistico, in particolare degli ecosistemi sensibili quali ad esempio le isole minori, premiando i comuni che sapranno favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente e gli interventi edificatori in prossimità dei centri consolidati. Carlo Floris |