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torre canai

Luogo nel tempo

istante di spazio

 

Azzurro che cangia d’intorno

Pelle riarsa dal sole

dal vento

profumi portati di macchia

di sale

 

Ossa stanche

desiderio di casa

conforto

Le membra immobili 

Gli occhi strizzati si volgono al mare 

Qualcosa è accaduto

accadrà

Per questo sei lì

Configgono voglie, doveri, bisogni

e il tuo corpo reclama

ma l’attesa è più grande

più profondo lo spasmo

 

Fai parte di un mondo

e

il tuo mondo è più grande

 

Appartieni alla terra

ai tuoi sogni

che confusi

sovvengono e sfuggono

 

D’un tratto un silenzio

il respiro che stenta

si ferma

un vibrare nel rombo che sordo ti avvolge

 

Ed allora immoto

attendi

non turbi l’incanto sgomento

che avverti provenir dal profondo

 

 

 

Volge al bianco il mare

riflette un mistero

il tempo si ferma

 

Non più muovi

non più senti

non più caldo, profumi e stanchezza,

bisogni e doveri

 

Solo mistero

e

ancor più silenzio che assorda la mente

le membra

le visceri

 

Tutto esiste

nulla esiste

 

 

 

C’è qualcosa

sei qualcosa

 

Tutto finisce come è cominciato

 

Le lacrime scendono calde

il vento le asciuga e le secca

 

Senti la casa

gli affetti

il calore

 

Ti alzi

è finito

 

Ti volgi

il tuo passo riprendi

 Alessandro Mariani

     
 
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