BRACCONAGGIO: TROVATO MORTO ESEMPLARE DI LUPO APPENNINICO NEL TERRITORIO DEL PARCO DEL SIRENTE
(Adnkronos) - Una guardia volontaria del Wwf ha rinvenuto nel territorio di Goriano Sicoli, in provincia de L'Aquila, ai confini del Parco regione del Sirente-Velino, una carcassa di lupo morto con ogni probabilita' per un boccone avvelenato. A questa prima conclusione sarebbero arrivati gli uomini del comando forestale di Raiano (L'Aquila) insieme al personale della Asl di Sulmona che hanno provveduto a recuperare l'animale per inviarlo all'Istituto zooprofilattico di Teramo per le analisi previste dalla legge. Secondo il presidente del Wwf Abruzzo, Dante Caserta, ''la situazione per quanto riguarda il fenomeno del bracconaggio non e' esplosiva: e' gia' esplosa. Siamo in una vera e propria emergenza e non vediamo tranne pochissime eccezioni una reazione decisa da parte degli enti preposti come amministrazioni provinciali, regionali ed enti parco''.
NAPOLI: PROVINCIA, VALORIZZARE ISOLA DI VIVARA
(Adnkronos) - La provincia di Napoli intende valorizzare la riserva naturale dell'Isola di Vivara. L'assessore ai parchi e alle aree protette della provincia di Napoli, Fulvio Mamone Capria chiede in una lettera al duca Amedeo d'Aosta presidente della riserva naturale isolana di incontrasi per ''valutare le iniziative che congiuntamente possiamo avviare per proseguire il percorso di valorizzazione della Riserva'' .
BASE USA MADDALENA,NE'AMPLIAMENTI NE' RADIOATTIVITA'
(ANSA) La ristrutturazione delle infrastrutture della base militare Usa dell'isola di Santo Stefano, nell'arcipelago della Maddalena, non portera' a un aumento delle volumetrie, che potrebbero anzi diminuire, e comunque sicuramente migliorera' la qualita'. Non c' e' inoltre nessun pericolo di eccesso di radioattivita' nel mare circostante: l'ha assicurato il presidente della Regione Sardegna, Italo Masala (An), incontrando il sindaco della Maddalena Rosanna Giudice - che oggi sara' a Roma per una riunione sulle servitu' militari - e il presidente dell'Ente Parco maddalenino, Gianfranco Cualbu. Masala ha difeso l'accordo con lo Stato siglato lo scorso 14 gennaio per la ristrutturazione della base cosi' come richiesto dagli americani. ''Sul sito non verra' operata nessuna trasformazione territoriale che non garantisca completa tutela del paesaggio - ha spiegato - Non solo: il ministero della Difesa si e' impegnato a far propri, nella ristrutturazione, i suggerimenti della Regione per il rispetto del paesaggio, visto che essendo la Maddalena una delle zone della Costa Smeralda non possiamo certo non tutelarla, anzi ogni degrado ambientale verra' rimosso''. Masala ha poi aggiunto di aver ''ottenuto che, previa comunicazione al comandante della base, gli Enti territoriali interessati potranno chiedere di fare i controlli su aria, acqua e terra''. Inevitabilmente, il presidente della Regione ha dovuto dare spiegazioni sul presunto eccesso di radioattivita' registrato dall'istituto privato di ricerca francese Criirad - e reso noto dai Verdi - dopo un esame sulle alghe prelevate nella zona dove, lo scorso 25 ottobre, il sottomarino statunitense Hartford ebbe un incidente e urto' contro una secca (la concentrazione di torio 234 sarebbe di 400 volte superiore alla norma). Masala ha precisato che, prima di tutto, i dati francesi vanno letti nel contesto completo della relazione e non estrapolati come invece - accusa - e' stato fatto, e poi che i dati rilevati mensilmente dalla Asl di Sassari rassicurano su qualunque pericolo di radioattivita'. Il sindaco, che ha proposto l'istituzione di un Comitato scientifico per monitorare costantemente la situazione, si e' detta soddisfatta delle rassicurazioni ricevute da Masala ''per l'ambiente, per gli abitanti e per i tanti turisti che ogni anno ci onorano della loro presenza, compreso il Capo dello Stato''. Rosanna Giudice ha inoltre spiegato che alla Maddalena esiste un tipo di granito, la pegmatite, che ha un alto tasso di radioattivita' ''non dannosa'' con cui convivere perche', osserva, ''non possiamo fare la guerra alla natura''. Cualbu ha aggiunto di aver finora avuto ''ogni rassicurazione sull'andamento dei lavori. Bisogna dire la verita', anche per recuperare la vocazione turistica della Maddalena''. Durante l'incontro, una trentina di antimilitaristi hanno protestato silenziosamente in strada facendo passare gli automobilisti sotto un grande striscione bianco con la scritta rossa: ''Giu' le mani da La Maddalena''.
Nicolini al Servizio parchi
Trento
[
] Un altro cambiamento, nel «giro di valzer» dei dirigenti provinciali in questo inizio di legislatura, tocca anche al Servizio parchi e conservazione della natura. Il nuovo dirigente è Gianni Nicolini, che era direttore del Centro di ecologia alpina.
Nicolini ha vinto il concorso per titoli superando il dirigente facente funzioni, Francesco Dellagiacoma, al quale ora è stato dunque tolto l´incarico di sostituto.[
](LAdige)
Parco, maglie allargate
Foreste Casentinesi
ALTO SAVIO - Per favorire lo sviluppo del turismo sostenibile e responsabile, da diversi anni il Parco ha attivato il progetto denominato Esercizi turistici consigliati. Si tratta di strutture ricettive di diversa tipologia (dagli alberghi ai campeggi) che hanno aderito ad un disciplinare proposto dallEnte e che ha come finalità quella di migliorare i servizi offerti al turista, soprattutto in termini di qualità ambientale delle strutture e dellospitalità. La novità è data dal fatto che nei mesi scorsi, e dopo unampia discussione, il consiglio direttivo del Parco ha variato il disciplinare che fino ad ora permetteva di entrare in questa categoria solo alle strutture ricomprese allinterno dei confini veri e propri del Parco. Con le nuove disposizioni sono state ammesse anche le strutture che si trovano fuori dai confini del Parco, distanti però non più di due chilometri dai confini stessi. Ciò per rispondere alle crescenti richieste provenienti proprio dagli stessi operatori o dalle loro associazioni di categoria. Gli esercizi che aderiscono a questo progetto, contraddistinti da un apposito simbolo, sono tenuti a rispettare gli impegni loro richiesti dal Parco, riguardanti gli aspetti gestionali della loro attività che dovrà essere condotta principalmente secondo finalità di risparmio energetico, idrico, di utilizzo razionale delle risorse e di miglioramento della tipicità dellofferta. Il Parco, oltre a farsi promotore del progetto, assume, nei confronti di tali strutture, una serie di impegni volti a promuoverne ed incentivarne lattività nelle numerose fiere a cui annualmente partecipa, attraverso i propri depliant promozionali e soprattutto attraverso il suo sito ufficiale. La promozione turistica attuata dal Parco, che ovviamente non riguarda solo questa categoria di esercizi, ma coinvolge tutte le strutture del territorio, dedica però una particolare attenzione a questi esercizi che risultano essere molto graditi, in modo particolare dai turisti stranieri. Scorrendo i dati del turismo dei Comuni del Parco si può constatare un aumento generale dei posti letto e degli esercizi rispetto a prima dellistituzione dellarea protetta. Nel versante romagnolo le strutture più legate ai fruitori del Parco (campeggi, agriturismi, ostelli, case per ferire, rifugi) sono cresciuti in maniera considerevole: nel 1994 erano 25, attualmente sono 48. (Corriere di Romagna)
Dal Governo via libera al bilancio del Parco: parte il decentramento
Cilento
Il ministero dellAmbiente e quello dellEconomia hanno approvato il nuovo bilancio dellente Parco nazionale del Cilento. Con questo atto, e per la prima volta nella vita dellente Parco, parte la riorganizzazione dellente su base organizzativa decentrata innovando in maniera radicale il modello gestionale per una più efficace ed efficiente azione amministrativa che allinea gli enti parco ai principi della contabilità aziendalistica.
Cinque centri di responsabilità con altrettante unità previsionali di base che allargano il quadro delle competenze e dei ruoli gestionali per un ente che ha influenza su un territorio pari a quello della regione Molise con una notevolissima mole di attività e responsabilità sul futuro del territorio.
Dopo la 4 giorni organizzata dallAssociazione italiana direttori Aree protette in collaborazione con Federparchi sul nuovo Regolamento concernente lamministrazione e la contabilità degli enti pubblici svoltosi a Marina di Camerota nel mese di ottobre , gli uffici contabili dellente Parco del Cilento e Vallo di Diano hanno coadiuvato lente Parco del Gargano, delle Dolomiti Bellunesi, del Pollino, dellAsinara ed altri parchi regionali nella formazione dei nuovi bilanci.
Dopo lapprovazione del Piano socio-economico e del Piano del Parco, strumenti cardine dello sviluppo del territorio, lazione passa ora agli investimenti del progetto integrato (natura e cultura) e del Prusst ospitalità da favola.
Giornata di studi dedicata alla conservazione dellorso
SULMONA - Il 30 Gennaio a Scanno si terrà una giornata di studi dedicata ai risultati del Progetto Life 1999 sulla "Conservazione dell'Orso nell'Appennino centrale 1999 - 2003". La manifestazione, che richiamerà il Gotha degli studiosi di questo, ormai rarissimo, plantigrado, è stata organizzata dal Corpo Forestale dello Stato- Foreste Demaniali di Castel di Sangro con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
I lavori si svolgeranno della Sala Consiliare del Comune di Scanno ed avranno inizio alle ore 9.oo con la registrazione dei partecipanti per poi aprirsi con gl'interventi del sindaco Angelo Cetrone, del Vice Capo del Corpo Forestale dello Stato, Ing. Fabio Martinelli, dell'Assessore regionale all'Ambiente, Massimo Desiati, e del Presidente della Provincia Palmiero Susi. Immediatamente dopo, Charmain Ing. Fausto Martinelli, si avranno le comunicazioni dei Dott. Sandro Allavena, Silvano Lovari, Angelo Petrella, Ezio Randi.
Dopo il break i responsabili delle aree protette, parchi nazionali, regionali e oasi Wwf faranno le loro comunicazioni. Nel pomeriggio seguiranno gl'interventi di Dott. Elio Duprè, dell'Ing. Pierluigi Caputi, del Prof. Lucio Boitani, del Dott. Angelo Battisti, a trarre le conclusioni della giornata sarà il Dott. Giovanni Potena. Insomma una giornata che servirà a conoscere lo stato della tutela di questa specie e gli effetti che si sono avuti nelle aree di tutela. (Il Messaggero)
Tappe forzate per il parco Lemene-Reghena
Lassessore provinciale per le Politiche ambientali Da Villa fissa tempi e obiettivi della realizzazione
"Avanti tutta con Parco del Lemene-Reghena: ora si procederà con la perimetrazione e la segnaletica". L'assessore provinciale per le politiche ambientali, Ezio Da Villa, fissa tempi e obiettivi della realizzazione pratica del Parco. Dopo la sospensione dei lavori, causata dal ricorso al Tar del sindaco di Cinto Caomaggiore, Luigi Bagnariol, la Provincia intende andare avanti a tappe forzate. "Già il Tar - spiega Da Villa - non concedendo la 'sospensiva' aveva prefigurato una valutazione negativa sul ricorso presentato dal sindaco di Cinto, che non ricorrendo al Consiglio di Stato di fatto ci ha dato il via libera. La nostra Avvocatura ci ha informato che sono trascorsi i 60 giorni entro i quali doveva essere presenatato il ricorso, dopo la sentenza del Tar, al massimo organo della giustizia amministrativa. Abbiamo perso alcuni mesi: pazienza"!
"Ora però - continua - è il momento di rimboccarci le maniche, ricordando che è comunque nostra intenzione coinvolgere i Comuni nella gestione del Parco".
"Non era però accoglibile la richiesta del sindaco Bagnariol che il Comune di Cinto fosse maggiormente rappresentato di Portogruaro negli organi di gestione. Entrambi i Comuni hanno la medesima estensione di territorio presente all'interno del perimetro. Per quanto la valenza dei Iaghi di Cinto sia importante non è da meno quella di Portogruaro con i fiumi Lemene e il Reghena". Il sindaco Bagnariol ha però detto che in ogno caso si impegnerà alla costruzione di un bosco.
"E la Provincia - conclude Da Villa - si offre a dargli una mano con l'inserimento nella rete ecologica provinciale. Quando un Comune fa qualcosa per l'ambiente a Ca' Corner si aprono porte e finestre". (Il Gazzettino)
«Valorizziamo l'identità dei nostri paesi»
Val d'agri
Continua il «viaggio» della Gazzetta nei comuni destinatari delle royalty petrolifere
E' il pensiero dei primi cittadini di Satriano (Giuliano) e Calvello (Coronato)
Il nuovo appuntamento dell'inchiesta su come saranno utilizzati i finanziamenti del «Programma Operativo Val d'Agri, Melandro, Sauro, Camastra», è con Satriano di Lucania e Calvello. Due comuni a ridosso dell'area centrale della Val d'Agri e fortemente coinvolti, è il caso di Calvello, nei processi estrattivi del petrolio, da cui provengono le royalty. Le ultime assegnazioni della Regione Basilicata hanno destinato a Satriano 2 milioni e 10 mila euro, ripartiti nelle quattro misure previste: 971 mila euro per la riqualificazione dei centri urbani (misura A1), 388 mila per l'architettura paesaggistica e ambientale (A2), 302 per lo sport (C1) e 348 mila euro nei servizi socio-assistenziali e sanitari (C5). Tra le idee dell'amministrazione, alcune sono originali. «Intendiamo utilizzare i finanziamenti spiega il sindaco Vincenzo Giuliano integrando tra loro le varie misure, con l'obiettivo di valorizzare l'identità del paese. Pensiamo di recuperare vecchi fabbricati per creare la casa degli artisti, laboratori per antichi mestieri ecc, in linea con il riconoscimento di Satriano tra i 70 borghi più belli d'Italia. Prevediamo inoltre il recupero delle tradizioni legate alla maschera del Rumita, con un centro delle maschere mediterranee presso il castello. Inoltre piste ciclabili e mulini ad acqua nel parco fluviale in un unico programma in cui convergono anche gli altri strumenti come il Pit. Infine, per i servizi socio assistenziali, intendiamo dare un impulso al centro sociale esistente e funzionante, potenziando i servizi che già offriamo ad anziani e popolazione in generale».
Anche Calvello ha intenzione di puntare sulla valorizzazione della propria identità, investendo i soldi del petrolio in interventi specifici tra cui, anche in questo caso, qualcuno degno di particolare attenzione. Il Comune è destinatario di 2 milioni e 706 mila euro di cui 1 milione e 374 mila per misura A1, 513 mila per la A2, 345 mila per la C1 e 474 mila per la C5. «Innanzitutto è indispensabile un documento programmatico afferma il sindaco Rocco Coronato che possa regolare gli interventi soprattutto per quanto riguarda il Piano Integrato di Conservazione nel centro storico. Importante è il progetto di riqualificare un'area comunale non edificata, al centro del paese, creando locali per uffici, strutture sanitarie, esposizione di prodotti tipici e della ceramica di Calvello, fiore all'occhiello della nostra produzione artigianale. Nella A2 pensiamo ad un piano di riqualificazione ambientale che miri a riedificare in legno e pietra le vecchie baracche di zinco. Abbiamo anche in mente un'area attrezzata a strutture sportive nel centro abitato che funzioni da parco sportivo polifunzionale. Infine, per il sociale, oltre ai residence per gli anziani, guardiamo ai calvellesi in Argentina, per i quali realizzeremo un centro a Buenos Aires, gestito da una associazione di paesani, che eroghi servizi sociali e amministrativi, e sia in contatto on line con il nostro Comune». (La Gazzetta del Mezzogiorno)
Parco marino, ultimo appello E se si facesse un referendum?
SantAntioco - Linvito di Italia Nostra dopo lopposizione dei pescatori
Area Marina Protetta: riparlamone. Linvito della sezione di Italia Nostra di SantAntioco con una lettera inviata ai sindaci forse non cadrà nel vuoto. «L Associazione ha seguito con interesse le iniziative intraprese dai Comuni per listituzione di unArea marina protetta nel mare prospiciente larcipelago sulcitano e in alcune importanti zone umide - scrive il presidente Antonello Meli - Interesse derivato da una consolidata e verificata posizione che listituzione di aree marine di tutela rappresentino un fondamentale strumento di salvaguardia ambientale che, se ben gestito, può attivare efficaci processi di sviluppo culturale ed economico». Linvito di Italia Nostra riapre un dibattito che era stato bruscamente interrotto dalla opposizione da parte dei pescatori che vedono liniziativa come una ulteriore limitazione alla loro attività. Sono in tanti a pensare che il Parco marino rappresenti un freno a mano tirato sulla laguna. Ma per tanti altri potrebbe invece diventare il volano economico.
Nettamente contrario allistituzione del parco Bernardo Dessì, proprietario di un cantiere nautico. «Le oasi come fonte di finanziamenti ben vengano. Ma se si analizza ciò che ha portato dove sono state istituite non è certamente la strada maestra verso il turismo -dice Dessì - la gente che arriva nellIsola per godersi la bellezza di una caletta e il mare incontaminato se dovesse pagare non verrebbe più, andrebbe semplicemente dove non si paga. Se si vuole salvaguardare coste e mare - conclude - basta far rispettare le leggi in vigore». Diverso invece il parere delle associazioni ambientaliste e della maggioranza in Comune che ha proposto liniziativa di istituzione del Parco. Ma tra i fautori dellarea marina protetta cè anche una buona parte degli abitanti di santAntioco. In tanti considerano il Parco marino come una iniziativa di prestigio per unisola che, chiusa lera industriale, vuole scommettere sul turismo ma anche su una economia eco compatibile attraverso la salvaguardia ambientale ed ecologica del proprio territorio.
«Oltre gli indubbi benefici di salvaguardia ambientale e protezione delle specie ittiche - dice Francesco Livretti, 25 anni, studente universitario - loasi marina consentirebbe, proprio nello sfruttamento di queste peculiarità, di creare prospettive di nuovi posti di lavoro per i tanti giovani del posto». La creazione del Parco marino infatti porterebbe ad attività collaterali: dai corsi per sub per immersioni guidate alle visite guidate in tutta lArea marina. «Come cittadini di SantAntioco siamo tutti interessati al controllo e la tutela dellhabitat in cui viviamo - conclude lo studente universitario - habitat da sfruttare nel modo giusto e sviluppare nel tempo». Ma lidea che potrebbe mettere tutti daccordo arriva da una cittadina che propone «un referendum in modo che possano essere tutti gli abitanti ad esprimersi sulla proposta». (L'Unione Sarda)
La Maddalena, regione affronterà problema radioattività
Approda in consiglio regionale che si riunirà il 27 gennaio alle 17, il problema dell'inquinamento nell'arcipelago della Maddalena. La richiesta è giunta questa mattina dai consiglieri della opposizione.
Non si placa, infatti, la protesta sul rischio di inquinamento radioattivo nell'arcipelago della Maddalena che ospita la base statunitense di appoggio per sommergibili a propulsione nucleare di Santo Stefano.
Le rassicurazioni del presidente della regione Italo Masala, del sindaco di Porto Torres Rosanna Giudice e del presidente dell'Ente Parco che hanno detto che non ci sono pericoli di inquinamento, non hanno fermato la protesta.
E dopo gli ambientalisti e le associazioni sono intervenuti anche i politici. Ha detto il segretario nazionale del Partito sardo d'azione Giacomo Sanna: " Non si può escludere il pericolo, le centraline della Asl sono obsolete e non possono rilevare l'inquinamento. Prima di minimizzare farebbero bene a documentarsi prima di minimizzare e di smentire un fisico nucleare''.
Il consiglio regionale, nella seduta di martedì affronterà anche il progetto di legge sul condono edilizio e l'adempimento tecnico per coordinare la legge elettorale con le nuove province. (La Nuova Sardegna)
Venerdì sera assemblea per votare il nuovo Piano di settore
Cè attesa per lassemblea del Parco del Serio in calendario per venerdì sera. Allordine del giorno cè infatti il discusso Piano settore della zootecnia, già affrontato nellestate scorsa non senza polemiche e destinato a rivoluzionare la presenza di allevamenti lungo il fiume. E la dimostrazione di quanto detto sta nelle osservazioni arrivate sulla scrivania del presidente del Parco Ferruccio Rozza. Elaborate sia dall''amministrazione provinciale, meglio dagli uffici del settore agricoltura della provincia e dalle organizzazioni di categoria: Libera, Coldiretti e Cia.
Osservazioni che, seppur con argomentazioni diverse, bocciano il Piano. Verranno discusse venerdì mattina in commissione ambiente e territorio presieduta dal consigliere provinciale Andrea Ladina. E qui si apre un piccolo giallo. Lassessore provinciale allagricoltura Francesco Giubelli informa che «gli uffici della Provincia hanno dato un parere tecnico, con il quale non si condivide questo Piano stralcio», e motiva dicendo che, per esempio, già le leggi in vigore sulla materia dei reflui affrontano la questione. In assemblea, con diritto di voto, ci andrà però il Verde Andrea Ladina (delegato dal presidente Gian Carlo Corada), che nella precedente occasione aveva votato a favore del Piano. Una contraddizione? Lo abbiamo chiesto allo stesso presidente di commissione. «Venerdì mattina discuteremo, alla presenza di Ferruccio Rozza, tutte le osservazioni. Io le ho lette sommariamente e devo quindi farmene ancora unidea ben precisa. Alcune sono anche condivisibili, ma è troppo presto per dire come mi comporterò». Se quello degli uffici provinciali è un parere tecnico, non si riesce a capire se quello di Ladina sarà altrettanto o invece avrà unimpronta politica. In attesa di venerdì, della riunione della commissione ambiente territorio, cerchiamo di capire cosa è inserito nel Piano, ricordando che le prime osservazioni erano state presentate in agosto. Laltra scadenza era il 2 gennaio. Osservata. Paolo Spadari, direttore della Libera agricoltori di Crema: «Il problema verte sulla definizione di allevamento intensivo, che nel Parco non sono più ammessi. La relazione presentata dal professionista incaricato dallente sostanzialmente dice che tutto ciò che non è familiare o che serve per lautoconsumo è intensivo. I nostri parametri sono invece diversi. Il Parco va anche a restringere gli esistenti, con lobbligo per esempio di coprire le vasche di stoccaggio dei liquami. Vincoli che vengono imposti su dati base non corretti, perché raccolti a tavolino e poi verificati dalla Provincia come non veri. Avevamo chiesto che potessero essere ascoltati anche gli agricoltori, ma Rozza ha detto di no. Nessuno mette in discussione le aree naturali protette, ma cè anche una zona agricola di cui non ci si può dimenticare». Per il presidente del Parco, invece, «tutto ciò che è agricoltura è ben accetto. Con il Piano diamo una definizione di allevamento intensivo meno restrittiva». (La Provincia di Cremona)
|